Il voto conflittuale e la democrazia agonistica: la sinistra e l'alternativa nella Terza Repubblica

Sono passati più di due mesi dalle elezioni politiche e mentre si svolgono le trattative per la formazione del preoccupante governo gialloverde, la sinistra politica è sostanzialmente sparita: afona, ripiegata stordita da un risultato che da qualunque punto di osservazione lo si guardi non può che risultare disastroso. Le posizioni di molti dirigenti politici oscillano quotidianamente a seconda dei cambi di scenario, e le proposte in campo a sinistra hanno il fiato corto e si basano su letture superficiali e inefficaci, come è ovvio che sia quando la strategia viene impostata sul solo e velleitario obiettivo di sopravvivere e difendere l'esistente.

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Quale governo? Nell'interesse dei molti, non dei soliti pochi

Lo scenario politico ad oggi più probabile è la nascita un governo con il sostegno di lega e Cinque Stelle. Che si tratti di un governo con personalità terze e il sostegno gialloverde, o un governo Di Maio, con Salvini vice o ministro degli interni, che siano coinvolti altri pezzi del centrodestra o meno poco cambia. Ciascuna di queste ipotesi sarebbe una sciagura per chi spera in un cambiamento reale a vantaggio dei più deboli e non in una svolta autoritaria.

 

Qualcuno dirà "la sciagura si è verificata nelle urne" oppure "è quel che vogliono gli italiani".

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Cos’è successo alla sinistra: diario dalla campagna elettorale di Liberi e Uguali

Livorno, volantinaggio in zona Barriera Garibaldi. C'è un gruppo di uomini davanti a un bar — sala slot, mi avvicino con un volantino in mano. Uno di loro mi dice "voto Salvini". Io gli dico "davvero?". Lui mi risponde, "mi chiamo Vladimir" (come Lenin), "sono nato in Corea" (le case popolari di Livorno in cui il PCI prendeva più del 90%), "gli immigrati hanno rotto il cazzo".

 

Palo del Colle, volantinaggio in stazione. Sala d'aspetto. Donna sulla quarantina, sacchetti della spesa, bambina di 5 o 6 anni a fianco. Urla: "Fate tutti schifo. Vi dovrebbero dare fuoco, a voi e al Parlamento."

 

Pisa, quartiere CEP: "l'ultima volta che mi hanno dato un volantino che non fosse una pubblicità era alle scorse elezioni. Vi fate vedere solo per chiedere voti."

Cascina, lunga chiacchierata con una ragazza di origine brasiliana, immigrata di seconda generazione: "Non so se voto, non credo a nessuno. [...] hai ragione però è vero che gli immigrati ci rubano il lavoro"

 

Bari, mercato coperto di Santa Scolastica, marito e moglie al banco della frutta: "ho sempre votato a sinistra, ma hanno fatto lo schifo. Hai visto quanti imbroglioni e trasformisti? Mi stai simpatico, ma ci sono troppi che non mi piacciono in giro. Sono indeciso, mi sa che voto Cinque Stelle, ma spero che andiate bene."

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Prima del voto: uno strano appello

In campagna elettorale tutti rincorrono il buon umore degli elettori. Sorridiamo tutti. Ostentiamo risate e positività. Tutti presentano agli elettori la propria ricetta per la felicità. 
Gli spot elettorali sembrano quelli del Mulino Bianco, le tribune elettorali sono colme di promesse di un futuro radioso, i confronti tra candidati una gara a chi porterà più gioia nella tua vita.

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Ribalta i luoghi comuni

RIBALTA I LUOGHI COMUNI, VOTA LIBERI E UGUALI
 
Da anni è in corso una vera e propria guerra ai poveri. Altro che lotta alla povertà! Le diseguaglianze sono aumentate a dismisura, chi era ricco è diventato ancora più ricco e milioni di persone si sono impoverite.
Provano a metterci gli uni contro gli altri: ai precari dicono che la colpa è di chi ha un lavoro stabile, ai giovani senza pensione che la colpa è dei pensionati, ai meridionali che la colpa è di quelli del nord, a quelli del nord che la colpa è di quelli del sud, agli italiani che è colpa degli immigrati. Non bisogna cadere nell’inganno: se ci siamo impoveriti, se siamo precari e senza lavoro è perché pochi ricchi e potenti con la complicità della gran parte delle forze politiche hanno indirizzato le scelte politiche a loro vantaggio contro la maggior parte della popolazione. E mentre ci distraggono continuano a toglierci tutto: diritti, reddito, casa, dignità.
È tempo di ribaltare i luoghi comuni e dare un nome a chi ci ruba davvero il presente e il futuro. Add a comment
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Amazon, il braccialetto elettronico e la punta dell'iceberg


In queste ore dopo la notizia di un brevetto di Amazon per un braccialetto sul controllo a distanza dei lavoratori in tanti si sono affrettati a intervenire parlando di "inaudita vergogna". Lo hanno fatto anche coloro che dei diritti dei lavoratori non si sono mai interessati se non per cancellarli. Altri si sono affrettati a parlare di fake news. Io preferisco parlare di quel che c'è oltre la punta dell'iceberg. 
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Politecnico di Bari: aumentano le tasse universitarie

Il politecnico di Bari ha deciso di aumentare le tasse universitarie. L'ennesima stangata sugli studenti e sulle loro famiglie, l'ennesimo insulto al diritto allo studio e alla Costituzione. In queste settimane abbiamo a lungo parlato di tasse universitarie a partire dalla proposta di Liberi e Uguali di rendere gratuita l'università chiedendo ai più ricchi del nostro paese un maggior contributo con la fiscalità generale.

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Spending review e università gratuita: Riccio a l'Aria che tira

Il governo Renzi prima e Gentiloni poi hanno incaricato Gutgeld di lavorare alla fantomatica spending review. Nei giorni passati sui giornali si annunciava un clamoroso risparmio di 30 miliardi di €, ma si tratta del solito gioco delle tre carte tipicamente renziano: da un lato si taglia la spesa dall'altro lato su usano gli stessi miliardi tagliati per sostenere le spese derivanti dagli 80 €, dai bonus e dagli sgravi fiscali del governo. Di fatto si alimenta spesa pubblica inefficace che non riduce le diseguaglianze, non rilancia i consumi, non interviene strutturalmente sull'occupazione.

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Google e Facebook sono troppo grandi per essere proprietà privata

Google è - tra le entità realmente esistenti - quel che più si avvicina all'immagine che abbiamo di Dio.

Miliardi di persone sono in contatto con lui. Vede tutto. Sa tutto. Legge dentro ciascuno di noi. Conosce i nostri spostamenti in tempo reale. Sa chi incontriamo. Sa cosa scriviamo, persino quel che scriviamo e poi cancelliamo senza pubblicare o inviare. Sa quante auto ci sono davanti a noi sulla strada. Risponde a tutte le domande che miliardi di persone gli rivolgono ogni giorno.

 
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Troppe persone senza casa, troppe case senza persone Proposte sul diritto all’abitare per una sinistra (senza casa)

In Italia le case vuote sono oltre 7 milioni, più di un'abitazione su cinque, il 22,5% del totale è senza inquilini. Secondo i dati Istat, le persone senza fissa dimora in Italia sono oltre 50mila. Nel 2016 sono andati in asta 270.000 immobili di famiglie indebitate. Le procedure di sfratto nel 2016 sono state 35.336, nel 2015 erano 32.723, nel 2008 - primo anno della crisi - erano 25.108 (fonte Ministero dell'Interno).

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Brancaccio, lista di sinistra e percorso politico: che accade?

Da molti anni ormai sostengo sia necessario costruire un nuovo polo politico, alternativo agli altri poli esistenti e differente nelle pratiche, nei volti e nei programmi da tutte le proposte politiche in campo che sono palesemente subalterne agli interessi di pochi o inefficaci nella lotta radicale per trasformare la società diseguale in cui viviamo. 
C’è bisogno di costruire una forza politica, non di unire le debolezze politiche. C’è bisogno di dare continuità e smettere di costruire a pochi mesi dalle elezioni e sfasciare tutto il giorno dopo, come la sinistra fa da troppi anni. 

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Costruire l'alternativa

È ormai finita questa campagna elettorale. Abbiamo visto le strade invase di manifesti e pubblicità ingannevoli, abbiamo visto i ricatti del governo, della finanza, l’arroganza di chi si preoccupa della stabilità ma in realtà vuole solo mantenere lo status quo.

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