Prima del voto: uno strano appello

In campagna elettorale tutti rincorrono il buon umore degli elettori. Sorridiamo tutti. Ostentiamo risate e positività. Tutti presentano agli elettori la propria ricetta per la felicità. 
Gli spot elettorali sembrano quelli del Mulino Bianco, le tribune elettorali sono colme di promesse di un futuro radioso, i confronti tra candidati una gara a chi porterà più gioia nella tua vita.

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Ribalta i luoghi comuni

RIBALTA I LUOGHI COMUNI, VOTA LIBERI E UGUALI
 
Da anni è in corso una vera e propria guerra ai poveri. Altro che lotta alla povertà! Le diseguaglianze sono aumentate a dismisura, chi era ricco è diventato ancora più ricco e milioni di persone si sono impoverite.
Provano a metterci gli uni contro gli altri: ai precari dicono che la colpa è di chi ha un lavoro stabile, ai giovani senza pensione che la colpa è dei pensionati, ai meridionali che la colpa è di quelli del nord, a quelli del nord che la colpa è di quelli del sud, agli italiani che è colpa degli immigrati. Non bisogna cadere nell’inganno: se ci siamo impoveriti, se siamo precari e senza lavoro è perché pochi ricchi e potenti con la complicità della gran parte delle forze politiche hanno indirizzato le scelte politiche a loro vantaggio contro la maggior parte della popolazione. E mentre ci distraggono continuano a toglierci tutto: diritti, reddito, casa, dignità.
È tempo di ribaltare i luoghi comuni e dare un nome a chi ci ruba davvero il presente e il futuro. Add a comment
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Amazon, il braccialetto elettronico e la punta dell'iceberg


In queste ore dopo la notizia di un brevetto di Amazon per un braccialetto sul controllo a distanza dei lavoratori in tanti si sono affrettati a intervenire parlando di "inaudita vergogna". Lo hanno fatto anche coloro che dei diritti dei lavoratori non si sono mai interessati se non per cancellarli. Altri si sono affrettati a parlare di fake news. Io preferisco parlare di quel che c'è oltre la punta dell'iceberg. 
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Sono candidato

PER LIBERI E UGUALI, PER TUTTI NOI CHE CI SIAMO STANCATI, MA NON CI SIAMO RASSEGNATI 

“Basta fatti, vogliamo promesse” così scrissero su un muro, credo di Genova, qualche anno fa. Sembra paradossale, ma è la più concreta delle richieste. Da troppo tempo la politica e la sinistra in particolare hanno smesso di fare (e di mantenere) promesse, di delineare un’idea di società alternativa, ci si è adattati all’esistente, limitandosi a dire “proveremo a migliorare qualcosina”, nei limiti del possibile. In un mondo sull’orlo del baratro accontentarsi non basta.

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Politecnico di Bari: aumentano le tasse universitarie

Il politecnico di Bari ha deciso di aumentare le tasse universitarie. L'ennesima stangata sugli studenti e sulle loro famiglie, l'ennesimo insulto al diritto allo studio e alla Costituzione. In queste settimane abbiamo a lungo parlato di tasse universitarie a partire dalla proposta di Liberi e Uguali di rendere gratuita l'università chiedendo ai più ricchi del nostro paese un maggior contributo con la fiscalità generale.

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Spending review e università gratuita: Riccio a l'Aria che tira

Il governo Renzi prima e Gentiloni poi hanno incaricato Gutgeld di lavorare alla fantomatica spending review. Nei giorni passati sui giornali si annunciava un clamoroso risparmio di 30 miliardi di €, ma si tratta del solito gioco delle tre carte tipicamente renziano: da un lato si taglia la spesa dall'altro lato su usano gli stessi miliardi tagliati per sostenere le spese derivanti dagli 80 €, dai bonus e dagli sgravi fiscali del governo. Di fatto si alimenta spesa pubblica inefficace che non riduce le diseguaglianze, non rilancia i consumi, non interviene strutturalmente sull'occupazione.

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Google e Facebook sono troppo grandi per essere proprietà privata

Google è - tra le entità realmente esistenti - quel che più si avvicina all'immagine che abbiamo di Dio.

Miliardi di persone sono in contatto con lui. Vede tutto. Sa tutto. Legge dentro ciascuno di noi. Conosce i nostri spostamenti in tempo reale. Sa chi incontriamo. Sa cosa scriviamo, persino quel che scriviamo e poi cancelliamo senza pubblicare o inviare. Sa quante auto ci sono davanti a noi sulla strada. Risponde a tutte le domande che miliardi di persone gli rivolgono ogni giorno.

 
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Troppe persone senza casa, troppe case senza persone Proposte sul diritto all’abitare per una sinistra (senza casa)

In Italia le case vuote sono oltre 7 milioni, più di un'abitazione su cinque, il 22,5% del totale è senza inquilini. Secondo i dati Istat, le persone senza fissa dimora in Italia sono oltre 50mila. Nel 2016 sono andati in asta 270.000 immobili di famiglie indebitate. Le procedure di sfratto nel 2016 sono state 35.336, nel 2015 erano 32.723, nel 2008 - primo anno della crisi - erano 25.108 (fonte Ministero dell'Interno).

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Brancaccio, lista di sinistra e percorso politico: che accade?

Da molti anni ormai sostengo sia necessario costruire un nuovo polo politico, alternativo agli altri poli esistenti e differente nelle pratiche, nei volti e nei programmi da tutte le proposte politiche in campo che sono palesemente subalterne agli interessi di pochi o inefficaci nella lotta radicale per trasformare la società diseguale in cui viviamo. 
C’è bisogno di costruire una forza politica, non di unire le debolezze politiche. C’è bisogno di dare continuità e smettere di costruire a pochi mesi dalle elezioni e sfasciare tutto il giorno dopo, come la sinistra fa da troppi anni. 

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Costruire l'alternativa

È ormai finita questa campagna elettorale. Abbiamo visto le strade invase di manifesti e pubblicità ingannevoli, abbiamo visto i ricatti del governo, della finanza, l’arroganza di chi si preoccupa della stabilità ma in realtà vuole solo mantenere lo status quo.

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La carovana dell'alternativa: report 18 dicembre

La vittoria del No il 4 dicembre ha smentito ancora una volta la favola dell’Italia addormentata, pacificata e inerte nel consenso al governo delle élite economiche. Non è vero che i cittadini del nostro paese sono rassegnati, sconfitti e addomesticati. Il dissenso nei confronti di politiche economiche e sociali sbagliate e violente cresce. Non ha rappresentanza, non ha sbocchi di alternativa reale, ma c’è.
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A cosa serve una costituzione? E se dopo Trump arrivasse Salvini?

Quando si discute di scenari post referendari tutti si concentrano su quel che accadrà nelle settimane successive al voto. E se provassimo invece a spostare l'orizzonte temporale leggermente più in là? Siamo nel 2018. La riforma costituzionale è entrata in vigore in seguito alla vittoria a sorpresa di Renzi, nel dicembre di due anni prima, nel referendum andato in scena mentre il mondo era ancora sotto shock per il successo di Trump.

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