#Blockupy in piazza a Francoforte: non un semplice palazzo

La democrazia è stata messa al bando dalle istituzioni europee e nazionali, occupate dalla finanza internazionale e dallo strapotere tedesco.

Non ci sono più palazzi d'inverno e palazzi del potere da prendere, ma oggi siamo a Francoforte perché c'è un palazzo che è un simbolo, vero e concreto, delle politiche di austerità, delle politiche economiche che attanagliano l'Europa affossandola nella recessione e provocando crisi sociale, povertà e disoccupazione di massa.

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Un po' di silenzio, per decenza

Discutiamo della situazione in Libia. Analizziamo il contesto, le possibili soluzioni, apriamo un dibattito vero su come si sconfigge l'ISIS evitando l'escalation di un conflitto globale cui l'Italia è l'occidente contribuiscono da anni con la guerra permanente iniziata nel 2001. 
Però facciamo che ci sono alcune categorie di persone che dovrebbero avere la decenza di tacere:

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Basta morti in mare, lasciamoli morire nel deserto

In Libia il regime di Gheddafi bloccava gran parte delle partenze di migranti recludendoli in lager disumani o abbandonandoli al confine sud, nel deserto, lasciandoli morire di sete, arsi dal sole. Non lo faceva di sua iniziativa, ma per rispettare gli accordi internazionali con l'Europa e in particolare con l'Italia.
Quando Renzi, di fronte all'ennesima grande stage di migranti,dice che "il problema è l'instabilità politica della Libia" si riferisce al fatto che nessuno può garantire quella gestione repressiva e invisibile del fenomeno migratorio che tanto era comoda per gli ipocriti governi europei. Per evitare le morti in mare vogliono farli morire nel deserto.
 
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Spesa per salvare e spesa per uccidere

Dal bilancio dello Stato ben 64 milioni AL GIORNO vanno alle spese militari, per una spesa complessiva di 23 miliardi e mezzo l'anno. Nel 2014 abbiamo speso un milione duecento mila AL GIORNO per la missione in Afghanistan. Per Mare Nostrum – sostituito ora da Triton – si spendevano 150mila euro al giorno più 150mila circa che verrebbero comunque spesi per il mantenimento della flotta.
Quelli che dicono che le operazioni di salvataggio in mare costano troppo potrebbero dirci quanto disposti a spendere per salvare migliaia di vite? Quale sarebbe una cifra accettabile? E perché ci si indigna per quanto (poco) viene stanziato per salvare vite umane e non per quei miliardi spesi per uccidere?

 
 
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#JeSuisGrec la libertà di espressione non serve senza democrazia e autodeterminazione

Poche settimane fa l'Europa era "la patria della la libertà di espressione", così dicevano i potenti del continente riuniti a Parigi per un'enorme manifestazione dopo i fatti di Charlie Hebdo. 

Ma per le élite tecnocratiche e finanziarie, per i garanti di quest'Unione neoliberista, se la libertà di espressione diventa autodeterminazione, se diventa la libertà di un popolo di scegliere, di cambiare democraticamente le politiche economiche e sociali, allora si viene sottoposti ad un attacco violento e brutale. 

In queste ore Merkel, Renzi e Hollande, Draghi, Schäuble, Schulz e i loro alleati nell'Unione delle larghe intese stanno dicendo "there is no alternative", come la Thatcher. Sono avversari, ed è in corso una battaglia che riguarda tutti noi, che riguarda la democrazia e il nostro futuro. #JeSuisGrec

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Grecia: appunti del giorno dopo

Non è semplice il contesto greco, con una democrazia distrutta da anni di diktat, ingerenze e sospensione democratica. Non sarebbe stato semplice per Tsipras governare con la maggioranza assoluta e non lo sarà adesso che per due seggi non ha raggiunto tale traguardo. 

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Il 2015? Sarà peggio del 2014, a meno che...

Secondo il dizionario della lingua italiana “augurio” è “il desiderio che accada qualcosa di bene, l’auspicio, espresso nei confronti di una o più persone per il suo o per il loro futuro”. 

Ma diciamocelo con sincera brutalità, con l’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione: il 2015 – molto probabilmente – non sarà meglio del 2014. 

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Su Internazionale: Partita IVA, sciopero e nuove povertà

Un articolo di Claudio Riccio per internazionale

Sono passati già due mesi dal viaggio di Matteo Renzi nella Silicon Valley, tempio della rivoluzione tecnologica e delle grandi aziende dell’informatica: garage, campus aziendali, il palcoscenico perfetto per la retorica renziana. Davanti a una platea di “startupper”, ingegneri, tecnici, designer e creativi italiani trapiantati negli Stati Uniti, il presidente del consiglio ha descritto il futuro dell’Italia, il cambiamento necessario, il nuovo che avanza: in politica, nell’amministrazione, nel mondo del lavoro. Riforme, cambiamento, futuro.

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22 dicembre 2010: quattro anni dopo

 
Il 22 dicembre 2010, quattro anni fa, un movimento studentesco con una enorme radicalità e un grandissimo consenso chiudeva con un enorme corteo nelle periferie romane una stagione di lotta straordinaria durata due anni, dall'Onda del 2008 contro i tagli di Tremonti alle piazze contro la Gelmini, i monumenti occupati, le stazioni bloccate, la sfiducia dal basso del 14 dicembre, la rabbia e l'indignazione, la capacità di tenere insieme questione sociale e questione democratica, di bloccare le strade e ricevere gli applausi delle persone bloccate per ore nelle strade, tanto nelle realtà studentesche, come LINK di cui ero portavoce nazionale, quanto nelle assemblee permanenti delle facoltà si coniugava radicalità, pratica dell'obiettivo, si mobilitavano migliaia di studenti ogni giorno ponendo le istanze di quel movimento alle istituzioni, ai media, all'opinione pubblica e a migliaia di persone.  Add a comment
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Syriza: cambia la Grecia, cambia l’Europa

La Grecia ha fatto in questi anni da cavia per la cancellazione dello stato sociale e dei diritti democratici in Europa. I pacchetti di “salvataggio” dei memorandum hanno salvato solo le banche tedesche ed europee, impoverito la gente e aggravato la disoccupazione rendendola di massa.


 

Le conseguenze delle politiche della Troika smentiscono tutte le falsità usate per imporre l’austerità in Europa. Il Paese è ridotto allo stremo, il popolo ai limiti della sopravvivenza e in piena emergenza umanitaria e intanto il debito invece di diminuire è alle stelle. In Grecia le vittime dell’austerità si sono ribellate ai diktat della Troika. I lavoratori senza più diritti e quelli senza più lavoro, gli studenti, i pensionati, i professionisti, le casalinghe si sono alleati e hanno dato vita ad una straordinaria resistenza pacifica, democratica e popolare che è di esempio per tutta l’Europa.

Syriza, il partito della sinistra, ha saputo raccogliere questa grande spinta popolare. Oggi è in testa in tutti i sondaggi e se, come sembra possibile e probabile, si andrà a votare per il fallimento dell’attuale coalizione delle grandi intese, Syriza potrà comporre un nuovo governo. Alexis Tsipras ha un programma chiaro: restare in Europa per cambiare l’Europa. Il suo governo chiederà una conferenza europea per la ristrutturazione del debito, che riguarda la maggior parte dei paesi europei; la fine delle politiche di austerità, con l’abrogazione del fiscal compact; un piano europeo per il lavoro e la salvaguardia dell’ambiente.

Altro che politica anti-euro e antieuropea, come cercano di descriverla i principali mezzi di informazione del continente per giustificare l’attacco dei mercati, diffondere paura fra gli europei, condizionare gli elettori e le elettrici in Grecia e confondere le proposte della Sinistra con i populismi xenofobi, razzisti e neofascisti. Tsipras si è impegnato a prendere provvedimenti immediati e sostanziali, cancellando le scelte imposte da Bruxelles, Francoforte e Berlino, per migliorare da subito le condizioni sociali dei cittadini, come il ripristino del salario minimo ai livelli prima della crisi e dei contratti collettivi. Il cambio del governo in Grecia può essere l’inizio per rifondare l’Europa sui valori dei diritti, della democrazia e della solidarietà.La vittoria di Syriza, e il governo di Tsipras in Grecia potranno dimostrare che i cittadini possono battere le politiche neoliberiste e le destre che infettano il nostro continente.

Possono dimostrare, già oggi, che la strada dell’austerità non è ineluttabile, se il voto si lega alle lotte per i diritti, alla partecipazione popolare e a una nuova dimensione europea delle coalizioni sociali.

Il nostro impegno, di fronte alla campagna di disinformazione e all’attacco dei mercati finanziari, è di fare conoscere le vere proposte di Syriza e di sostenere la sua iniziativa. Le Borse, la finanza, la Troika, con la complicità del sistema mediatico, già mettono in campo la loro potenza per condizionare il voto greco. Non sarà risparmiato nulla.

Chiediamo a chiunque abbia a cuore la democrazia, la coesione sociale e la giustizia di sostenere il diritto del popolo greco a scegliere liberamente il proprio futuro. E’ responsabilità di tutti noi fermare la marcia verso il disastro e cambiare la direzione dell’Europa, che con le attuali politiche rischia di implodere. È responsabilità di tutti noi sostenere chi vuole ricostruire l’Europa con i suoi cittadini e le sue cittadine.

Alcuni di noi sono tra i firmatari di questo appello. Ecco l'elenco completo:

Maurizio Acerbo, Vittorio Agnoletto, Giorgio Airaudo, Piergiovanni Alleva, Gaetano Azzariti, Etienne Balibar, Fulvia Bandoli, Andrea Baranes, Riccardo Bellofiore, Marco Berlinguer, Marco Bersani, Fausto Bertinotti, Piero Bevilacqua, Fabrizio Bocchino, Raffaella Bolini, Aldo Bonomi, Sergio Brenna, Alberto Burgio, Enrico Calamai, Andrea Camilleri, Francesco Campanella, Aldo Carra, Luca Casarini, Luciana Castellina, Paolo Cento, Francesca Chiavacci, Domenico Megu Chionetti, Paolo Ciofi, Pippo Civati, Virgilio Dastoli, Giuseppe De Marzo, Michele De Palma, Loredana De Petris, Tommaso Di Francesco, Nicoletta Dosio, Fausto Durante, Anna Falcone, Antonello Falomi, Roberta Fantozzi, Stefano Fassina, Tommaso Fattori, Thomas Fazi, Luigi Ferrajoli, Gianni Ferrara, Paolo Ferrero, Goffredo Fofi, Eleonora Forenza, Nicola Fratoianni, Mauro Gallegati, Luciano Gallino, Francesco Garibaldo, Alfonso Gianni, Paul Ginsborg, Claudio Gnesutta, Alfiero Grandi, Claudio Grassi, Enrico Grazzini, Fabio Grossi, Leo Gullotta, Antonio Ingroia, Francesca Koch, Raniero La Valle, Guido Liguori, Loredana Lipperini, Curzio Maltese, Fiorella Mannoia, Laura Marchetti, Giulio Marcon, Lorenzo Marsili, Stefano Maruca, Citto Maselli, Ugo Mattei, Giovanni Mazzetti, Sandro Medici, Corradino Mineo, Filippo Miraglia, Tomaso Montanari, Elena Monticelli, Roberto Morea, Roberto Musacchio, Grazia Naletto, Olga Nassis, Maso Notarianni, Corrado Oddi, Moni Ovadia, Argiris Panagopoulos, Luigi Pandolfi, Bruno Papignani, Giorgio Parisi, Valentino Parlato, Valeria Parrella, Gianpaolo Patta, Livio Pepino, Tonino Perna, Riccardo Petrella, Paolo Pietrangeli, Paolo Pini, Nicoletta Pirotta, Felice Roberto Pizzuti, Adriano Prosperi, Alessandra Quarta, Christian Raimo, Norma Rangeri, Ermanno Rea, Marco Revelli, Claudio Riccio, Rosa Rinaldi, Gianni Rinaldini, Annamaria Rivera, Mimmo Rizzuti, Giulia Rodano, Stefano Rodotà, Umberto Romagnoli, Roberto Romano, Franco Russo, Mario Sai, Bia Sarasini, Arturo Scotto, Peppe Servillo, Toni Servillo, Giuliana Sgrena, Assunta Signorelli, Anna Simone, Barbara Spinelli, Sergio Staino, Gino Strada, Marina Terragni, Massimo Torelli, Lanfranco Turci, Nicola Vallinoto, Nichi Vendola, Guido Viale, Vincenzo Vita, Lorenzo Zamponi, Filippo Zolesi, Alberto Zoratti.

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