Il 2015? Sarà peggio del 2014, a meno che...

Secondo il dizionario della lingua italiana “augurio” è “il desiderio che accada qualcosa di bene, l’auspicio, espresso nei confronti di una o più persone per il suo o per il loro futuro”. 

Ma diciamocelo con sincera brutalità, con l’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione: il 2015 – molto probabilmente – non sarà meglio del 2014. 

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Su Internazionale: Partita IVA, sciopero e nuove povertà

Un articolo di Claudio Riccio per internazionale

Sono passati già due mesi dal viaggio di Matteo Renzi nella Silicon Valley, tempio della rivoluzione tecnologica e delle grandi aziende dell’informatica: garage, campus aziendali, il palcoscenico perfetto per la retorica renziana. Davanti a una platea di “startupper”, ingegneri, tecnici, designer e creativi italiani trapiantati negli Stati Uniti, il presidente del consiglio ha descritto il futuro dell’Italia, il cambiamento necessario, il nuovo che avanza: in politica, nell’amministrazione, nel mondo del lavoro. Riforme, cambiamento, futuro.

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22 dicembre 2010: quattro anni dopo

 
Il 22 dicembre 2010, quattro anni fa, un movimento studentesco con una enorme radicalità e un grandissimo consenso chiudeva con un enorme corteo nelle periferie romane una stagione di lotta straordinaria durata due anni, dall'Onda del 2008 contro i tagli di Tremonti alle piazze contro la Gelmini, i monumenti occupati, le stazioni bloccate, la sfiducia dal basso del 14 dicembre, la rabbia e l'indignazione, la capacità di tenere insieme questione sociale e questione democratica, di bloccare le strade e ricevere gli applausi delle persone bloccate per ore nelle strade, tanto nelle realtà studentesche, come LINK di cui ero portavoce nazionale, quanto nelle assemblee permanenti delle facoltà si coniugava radicalità, pratica dell'obiettivo, si mobilitavano migliaia di studenti ogni giorno ponendo le istanze di quel movimento alle istituzioni, ai media, all'opinione pubblica e a migliaia di persone.  Add a comment
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Syriza: cambia la Grecia, cambia l’Europa

La Grecia ha fatto in questi anni da cavia per la cancellazione dello stato sociale e dei diritti democratici in Europa. I pacchetti di “salvataggio” dei memorandum hanno salvato solo le banche tedesche ed europee, impoverito la gente e aggravato la disoccupazione rendendola di massa.


 

Le conseguenze delle politiche della Troika smentiscono tutte le falsità usate per imporre l’austerità in Europa. Il Paese è ridotto allo stremo, il popolo ai limiti della sopravvivenza e in piena emergenza umanitaria e intanto il debito invece di diminuire è alle stelle. In Grecia le vittime dell’austerità si sono ribellate ai diktat della Troika. I lavoratori senza più diritti e quelli senza più lavoro, gli studenti, i pensionati, i professionisti, le casalinghe si sono alleati e hanno dato vita ad una straordinaria resistenza pacifica, democratica e popolare che è di esempio per tutta l’Europa.

Syriza, il partito della sinistra, ha saputo raccogliere questa grande spinta popolare. Oggi è in testa in tutti i sondaggi e se, come sembra possibile e probabile, si andrà a votare per il fallimento dell’attuale coalizione delle grandi intese, Syriza potrà comporre un nuovo governo. Alexis Tsipras ha un programma chiaro: restare in Europa per cambiare l’Europa. Il suo governo chiederà una conferenza europea per la ristrutturazione del debito, che riguarda la maggior parte dei paesi europei; la fine delle politiche di austerità, con l’abrogazione del fiscal compact; un piano europeo per il lavoro e la salvaguardia dell’ambiente.

Altro che politica anti-euro e antieuropea, come cercano di descriverla i principali mezzi di informazione del continente per giustificare l’attacco dei mercati, diffondere paura fra gli europei, condizionare gli elettori e le elettrici in Grecia e confondere le proposte della Sinistra con i populismi xenofobi, razzisti e neofascisti. Tsipras si è impegnato a prendere provvedimenti immediati e sostanziali, cancellando le scelte imposte da Bruxelles, Francoforte e Berlino, per migliorare da subito le condizioni sociali dei cittadini, come il ripristino del salario minimo ai livelli prima della crisi e dei contratti collettivi. Il cambio del governo in Grecia può essere l’inizio per rifondare l’Europa sui valori dei diritti, della democrazia e della solidarietà.La vittoria di Syriza, e il governo di Tsipras in Grecia potranno dimostrare che i cittadini possono battere le politiche neoliberiste e le destre che infettano il nostro continente.

Possono dimostrare, già oggi, che la strada dell’austerità non è ineluttabile, se il voto si lega alle lotte per i diritti, alla partecipazione popolare e a una nuova dimensione europea delle coalizioni sociali.

Il nostro impegno, di fronte alla campagna di disinformazione e all’attacco dei mercati finanziari, è di fare conoscere le vere proposte di Syriza e di sostenere la sua iniziativa. Le Borse, la finanza, la Troika, con la complicità del sistema mediatico, già mettono in campo la loro potenza per condizionare il voto greco. Non sarà risparmiato nulla.

Chiediamo a chiunque abbia a cuore la democrazia, la coesione sociale e la giustizia di sostenere il diritto del popolo greco a scegliere liberamente il proprio futuro. E’ responsabilità di tutti noi fermare la marcia verso il disastro e cambiare la direzione dell’Europa, che con le attuali politiche rischia di implodere. È responsabilità di tutti noi sostenere chi vuole ricostruire l’Europa con i suoi cittadini e le sue cittadine.

Alcuni di noi sono tra i firmatari di questo appello. Ecco l'elenco completo:

Maurizio Acerbo, Vittorio Agnoletto, Giorgio Airaudo, Piergiovanni Alleva, Gaetano Azzariti, Etienne Balibar, Fulvia Bandoli, Andrea Baranes, Riccardo Bellofiore, Marco Berlinguer, Marco Bersani, Fausto Bertinotti, Piero Bevilacqua, Fabrizio Bocchino, Raffaella Bolini, Aldo Bonomi, Sergio Brenna, Alberto Burgio, Enrico Calamai, Andrea Camilleri, Francesco Campanella, Aldo Carra, Luca Casarini, Luciana Castellina, Paolo Cento, Francesca Chiavacci, Domenico Megu Chionetti, Paolo Ciofi, Pippo Civati, Virgilio Dastoli, Giuseppe De Marzo, Michele De Palma, Loredana De Petris, Tommaso Di Francesco, Nicoletta Dosio, Fausto Durante, Anna Falcone, Antonello Falomi, Roberta Fantozzi, Stefano Fassina, Tommaso Fattori, Thomas Fazi, Luigi Ferrajoli, Gianni Ferrara, Paolo Ferrero, Goffredo Fofi, Eleonora Forenza, Nicola Fratoianni, Mauro Gallegati, Luciano Gallino, Francesco Garibaldo, Alfonso Gianni, Paul Ginsborg, Claudio Gnesutta, Alfiero Grandi, Claudio Grassi, Enrico Grazzini, Fabio Grossi, Leo Gullotta, Antonio Ingroia, Francesca Koch, Raniero La Valle, Guido Liguori, Loredana Lipperini, Curzio Maltese, Fiorella Mannoia, Laura Marchetti, Giulio Marcon, Lorenzo Marsili, Stefano Maruca, Citto Maselli, Ugo Mattei, Giovanni Mazzetti, Sandro Medici, Corradino Mineo, Filippo Miraglia, Tomaso Montanari, Elena Monticelli, Roberto Morea, Roberto Musacchio, Grazia Naletto, Olga Nassis, Maso Notarianni, Corrado Oddi, Moni Ovadia, Argiris Panagopoulos, Luigi Pandolfi, Bruno Papignani, Giorgio Parisi, Valentino Parlato, Valeria Parrella, Gianpaolo Patta, Livio Pepino, Tonino Perna, Riccardo Petrella, Paolo Pietrangeli, Paolo Pini, Nicoletta Pirotta, Felice Roberto Pizzuti, Adriano Prosperi, Alessandra Quarta, Christian Raimo, Norma Rangeri, Ermanno Rea, Marco Revelli, Claudio Riccio, Rosa Rinaldi, Gianni Rinaldini, Annamaria Rivera, Mimmo Rizzuti, Giulia Rodano, Stefano Rodotà, Umberto Romagnoli, Roberto Romano, Franco Russo, Mario Sai, Bia Sarasini, Arturo Scotto, Peppe Servillo, Toni Servillo, Giuliana Sgrena, Assunta Signorelli, Anna Simone, Barbara Spinelli, Sergio Staino, Gino Strada, Marina Terragni, Massimo Torelli, Lanfranco Turci, Nicola Vallinoto, Nichi Vendola, Guido Viale, Vincenzo Vita, Lorenzo Zamponi, Filippo Zolesi, Alberto Zoratti.

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Con Tsipras, Syriza e il popolo greco, contro la dittatura finanziaria

in Grecia si andrà al voto anticipato, è data da molti per certa vittoria di Alexis Tsipras e Syriza. Non appena la notizia viene confermata cosa succede? La borsa di Atene perde 12,8% colpita da una terribile ondata speculativa. 
La mano invisibile del mercato ci vede benissimo, altro che libero mercato, altro che investitori, i signori della finanza, le banche, le grandi corporation, i grandi fondi d'investimenti, sono fascisti, fanno intimidazioni in stile mafioso, hanno troppo e vogliono avere sempre di più, saccheggiano, distruggono, sono nemici della democrazia e dei popoli d'Europa.
 
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In Italia nel 2013 più emigranti che migranti

L'immigrazione in Italia nel 2013 è DIMINUITA del 12,3%. sono invece aumentati gli italiani che decidono di emigrare all'estero: nel 2013 sono stati 82mila, con un'aumento del 20,7% rispetto al 2012. Da anni diciamo che è questa l'emergenza, che partire deve essere una scelta libera, non l'unica possibilità. 
Più che prendercela con gli immigrati dovremmo prendercela con chi ci costringe ad emigrare, più che "stop invasione" dovremmo dire "stop evasione"!
 
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Non basta una sinistra dei nuovi, serve una sinistra nuova.

Pubblicato su Il Manifesto – Fino a poco tempo fa l'immagine consolidata dell'Italia era quella di un paese vecchio e polveroso, con classi dirigenti vecchie e polverose. In tale immaginario il problema delle giovani generazioni era direttamente connesso ai “dinosauri da sconfiggere”, per citare La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana: governanti fuori dal tempo, figli di un'epoca precedente alla rivoluzione informatica, impedivano l'emergere di una straordinaria generazione che potrebbe invece riscattare le sorti del paese. Questa era la vulgata, l’opinione diffusa, il sentire comune. Il problema era ed è un altro. E, ovviamente, è andata diversamente, sta andando diversamente.

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"Un'altra strada per l'Europa" appello di euro-pen

Fermare l’austerità, controllare la finanza, ridurre le disuguaglianze e espandere la democrazia. A poche settimane dalle elezioni europee, un appello lanciato da 40 personalità del mondo dell'economia, della cultura e della società civile, e diffuso in sette lingue, per cambiare la rotta dell'Europa

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Approvato alla Camera il Jobs Act: 12 dicembre sciopero generale

La Camera ha approvato il Jobs Act, cancellando i diritti per chi ne aveva pochi senza estenderli a chi non ne ha nessuno. La condizione di noi lavoratori autonomi resta invariata, anzi va sempre peggio. 
Si presenta come innovativo un provvedimento che punta solo alla riduzione dei diritti, la competizione al ribasso, all’ulteriore precarizzazione del mercato di lavoro. 
Sarebbe questo il futuro ineluttabile per la nostra generazione e il nostro paese? Vogliamo davvero partecipare alla competizione globale sulla nostra pelle, facendo a gara a chi è più sfruttato con i lavoratori di tutti i continenti?
Il 12 dicembre sciopero generale, saremo in piazza perché è tempo di cambiare davvero. Sconfiggere la precarietà, conquistare diritti e un nuovo welfare, per tutti. 

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Incontro tra ACT e Podemos

Si è svolto ieri a Firenze un incontro tra una delegazione di ACT e #Podemos, l'interessantissimo progetto politico, nato nelle piazze e nella lotta popolare contro la crisi e che dopo il boom delle elezioni europee è oggi la prima forza politica spagnola nei sondaggi. Add a comment
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L'errore della Spinelli: una questione di democrazia

"Riconquistare la democrazia" questo era uno degli obiettivi della lista l'altra Europa con Tsipras e resta uno degli obiettivi fondamentali della nostra lotta politica. Ma non è possibile ricostruire un tessuto democratico tanto formale quanto sostanziale senza praticare la democrazia. Non possiamo contestare le oligarchie se poi si riproduce al nostro interno un modello oligarchico ed elitario.

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