LGBTQI: L'Europa delle differenze o quella delle diseguaglianze?

Come candidato alle Elezioni Europee ritengo imprescindibile la battaglia per i diritti della comunità lgbtqi. Innanzitutto perché la lista “L'altra Europa per Tsipras” ha nel suo Dna la questione lgbtqi come tema riguardante l'intera società, e non solo relegato a chi è parte della comunità stessa. In secondo luogo, perché la battaglia per i diritti lgbtqi è sempre stata al centro di vertenze e campagne politiche trasversali nelle organizzazioni studentesche di cui sono stato membro e portavoce. 

Add a comment
Read more

1 maggio: le vecchie idee di Renzi, i nuovi bisogni di noi precari

L'Europa e l'Italia sono attanagliate dalla morsa della disoccupazione, affamata da povertà e precarietà. 

Sono 27 milioni i disoccupati in Europa, 12 milioni i NEET, giovani espulsi da ogni percorso di formazione e lavoro. Tra il 2010 e il 2012 nei paesi mediterranei (Italia, Grecia, Spagna, Portogallo) il salario medio si è ridotto del 6,5%, negli stessi paesi tra il 2011 e il 2012 il numero di diciottenni in percorsi di formazione è diminuito del 3,5%. Add a comment
Read more

Il governo Renzi rottama l'università: ancora tagli agli atenei

Il governo Renzi si è insediato con manovre di palazzo e grandi proclami. Tra questi spiccava senza dubbio il forte richiamo all'Istruzione come priorità di intervento. Abbiamo sentito più volte il premier ripetere "istruzione, istruzione, istruzione" richiamando il motto di Tony Blair "education, education, education". Messo alla prova dei fatti Renzi ha però già smentito se stesso. Add a comment
Read more

I dieci punti di forza della lista l'Altra Europa con Tsipras: "siamo la sola alternativa"

di Luciano Gallino, Barbara Spinelli, Marco Revelli, Guido Viale

«Siamo radicali perché la realtà è radicale» Alexis Tsipras

Quando diciamo che siamo per un’Altra Europa, la vogliamo davvero e non solo a parole. Abbiamo in mente un ordine politico nuovo, perché il vecchio è in frantumi. Non può essere rammendato alla meno peggio. 

In realtà il nostro è l’unico progetto che non si limita a invocare a parole un’altra Europa, ma si propone di cambiarla con politiche che riuniscano quel che è stato disunito e disfatto. Gli altri partiti sono tutti, in realtà, conservatori dello status quo.

Add a comment
Read more

Contrastare la macchina delle lobby in Europa

Le lobby della finanza sono in grado di influenzare i legislatori europei, questa è cosa nota ed evidente fin dallo scoppio della crisi finanziaria nel 2008. Quello che probabilmente non era così chiaro era l'entità dell'influenza che queste lobby esercitano: mettendo in campo 1700 lobbisti e spendendo oltre 120 milioni di euro l'anno, le lobby della finanza esprimono una potenza di fuoco che nessun altro gruppo di pressione, nessun altro attore è in grado di esercitare sulle istituzioni europee. Sono queste le cifre presentate nello studio pubblicato martedì da Corporate Europe Observatory, gruppo no profit che si occupa appunto di svelare gli effetti dell'operato delle lobby sulle politiche dell'Unione Europea.
Read more

220mila firme: raggiunto l'obiettivo, un grande risultato per l'Altra Europa

 

C'è una legge assurda, fatta apposta per impedire a delle liste nuove, estranee al solito panorama politico di presentarsi alle elezioni. Una legge che prevede l'obbligo di raccogliere 150mila firme, 30 mila per collegio, 3mila per regione, indipendentemente dalla popolazione della regione. Presentare la lista L'Altra Europa con Tsipras era ritenuta da tutti una sfida impossibile. Non è stato così. Abbiamo raccolto 220mila firme. Raggiunto l'obiettivo. E ora andiamo a compiere un'altra impresa: reinventare la sinistra, cambiare la politica, costruire un'altra Europa, riconquistare la democrazia.

Add a comment
Read more

Osare più democrazia

di Barbara Spinelli - La democrazia deve cambiare forma e rimpicciolirsi, a causa della crisi? E andando alla sostanza: c’è un tempo per la democrazia e uno per l’economia — come c’è un tempo per piangere e ridere, per demolire e costruire — diversi l’uno dall’altro e concepibili solo in successione?

Add a comment
Read more

Disoccupazione giovanile al 42,3%: metter fine a precarietà e austerity

Ha qualcosa di tanto drammatico quanto surreale il ripetersi costante dei dati ISTAT sulla disoccupazione in Italia. Da anni, e sempre con maggiore intensità i governi si succedono dichiarando “la priorità è il lavoro, dobbiamo contrastare la disoccupazione” e mentre si ostinano a ripetere ciò gonfi di ipocrisia, noi assistiamo a un costante aumento della disoccupazione, aggiornando le tabelle ISTAT con dati sempre più negativi. mentre le misure concrete sul lavoro promesse o non ci sono o quando vengono effettivamente intraprese sono nettamente peggiorative. 

Add a comment
Read more

L'austerity fa scuola: dall'economia della conoscenza all'economia sulla conoscenza

C’era una volta la strategia di Lisbona e l’idea che l’Europa dovesse diventare la più competitiva e dinamica economia della conoscenza entro il 2010. Il terzo millennio era iniziato con promesse ambigue quanto affascinanti, che i movimenti studenteschi hanno sempre affrontato criticamente: da una parte si condivideva la necessità di investire sulla formazione, l'istruzione e la ricerca, in un'ottica di innovazione e internazionalizzazione, dall'altra si criticava l'impostazione dominante eccessivamente economicista, l’idea per cui i saperi si dovessero dovessero piegare sempre e comunque alle esigenze del mercato.

Add a comment
Read more

Perché cancellare il fiscal compact?

C’è una domanda secca che sta alla base del prossimo voto delle elezioni europee: cancellare il fiscal compact. Questo è il punto chiave senza il quale ogni idea di cambio di marcia o di direzione è puro balletto, anzi un dimenarsi sulle sabbie mobili, quelle dell’austerità, che così facendo ti ingoiano ancora più rapidamente.

Read more
dati giovani casa con i genitori percentuali

Il 79% dei giovani italiani vive in casa con i genitori: reddito e welfare sono l'urgenza

Lungi dall'essere fuori dalla crisi, i giovani in Europa sono ancora nel pieno della tempesta, disoccupati o precari e spesso senza alcun accesso alla rete di sicurezza sociale. I dati del rapporto Eurofound evidenziano un fenomeno tanto triste quanto noto: è in costante aumento in gran parte dell'Europa, specialmente nell'Europa mediterranea.

In Italia la percentuale di under 30 che vive in casa con i genitori è del 79% e dal 2007 è aumentata ulteriormente di 9 punti percentuali. 

Sempre più giovani europei sono costretti a continuare a vivere a casa con i genitori per molto più tempo rispetto a prima e questo sta diventando la norma anche in paesi dove non era affatto consuetudine. 

Add a comment
Read more

Avversari e nemici, non sono tutti uguali, facciamo chiarezza

Rispondendo a una domanda dell’Huffington Post, Barbara Spinelli ha detto che esiste una differenza tra i fascisti xenofobi del Front National e Grillo accennando l’ipotesi che con il Movimento Cinque Stelle si possa dialogare e ci possono essere convergenze su alcuni temi (Quali? Di certo non sui migranti, difficile sulle politiche monetarie su cui non si capisce che posizione abbia il m5s, forse si potrebbe dialogare sulla conferenza europea sul debito, proposta di Tsipras che siamo contenti Grillo abbia copiato qualche giorno fa). 

Add a comment
Read more

Renzi stabilizza la precarietà: analisi del decreto Poletti

dal sito della campagna Act! Il primo decreto promosso dal governo Renzi sui temi del lavoro va nella direzione opposta ai tanti annunci fatti in questi mesi dall’ex sindaco di Firenze. Questa volta non siamo davanti a una manciata di slide, o annunci elettorali – chi potrà mai dimenticare le uscite di Renzi ai tempi delle primarie contro la precarietà e le larghe intese – ma di un decreto, dunque di una norma già operativa (pubblicata in Gazzetta Ufficiale), che inciderà sulla vita di milioni di lavoratori precari e giovani disoccupati.

La pubblicazione del decreto legge sul lavoro, che include parte delle disposizioni annunciate nel Jobs Act del governo Renzi, conferma e realizza la volontà – portata avanti in questi anni da tutti i governi – di rendere stabile la precarietà, come condizione necessaria, e finora millantata come anche sufficiente, per il rilancio dell’occupazione in Italia.

Add a comment
Read more