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Il 79% dei giovani italiani vive in casa con i genitori: reddito e welfare sono l'urgenza

Lungi dall'essere fuori dalla crisi, i giovani in Europa sono ancora nel pieno della tempesta, disoccupati o precari e spesso senza alcun accesso alla rete di sicurezza sociale. I dati del rapporto Eurofound evidenziano un fenomeno tanto triste quanto noto: è in costante aumento in gran parte dell'Europa, specialmente nell'Europa mediterranea.

In Italia la percentuale di under 30 che vive in casa con i genitori è del 79% e dal 2007 è aumentata ulteriormente di 9 punti percentuali. 

Sempre più giovani europei sono costretti a continuare a vivere a casa con i genitori per molto più tempo rispetto a prima e questo sta diventando la norma anche in paesi dove non era affatto consuetudine. 

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Avversari e nemici, non sono tutti uguali, facciamo chiarezza

Rispondendo a una domanda dell’Huffington Post, Barbara Spinelli ha detto che esiste una differenza tra i fascisti xenofobi del Front National e Grillo accennando l’ipotesi che con il Movimento Cinque Stelle si possa dialogare e ci possono essere convergenze su alcuni temi (Quali? Di certo non sui migranti, difficile sulle politiche monetarie su cui non si capisce che posizione abbia il m5s, forse si potrebbe dialogare sulla conferenza europea sul debito, proposta di Tsipras che siamo contenti Grillo abbia copiato qualche giorno fa). 

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Renzi stabilizza la precarietà: analisi del decreto Poletti

dal sito della campagna Act! Il primo decreto promosso dal governo Renzi sui temi del lavoro va nella direzione opposta ai tanti annunci fatti in questi mesi dall’ex sindaco di Firenze. Questa volta non siamo davanti a una manciata di slide, o annunci elettorali – chi potrà mai dimenticare le uscite di Renzi ai tempi delle primarie contro la precarietà e le larghe intese – ma di un decreto, dunque di una norma già operativa (pubblicata in Gazzetta Ufficiale), che inciderà sulla vita di milioni di lavoratori precari e giovani disoccupati.

La pubblicazione del decreto legge sul lavoro, che include parte delle disposizioni annunciate nel Jobs Act del governo Renzi, conferma e realizza la volontà – portata avanti in questi anni da tutti i governi – di rendere stabile la precarietà, come condizione necessaria, e finora millantata come anche sufficiente, per il rilancio dell’occupazione in Italia.

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Il Consiglio Ue sugli stage, ma "dimentica" retribuzione e contributi

Il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato lo scorso 10 marzo il nuovo “quadro di qualità” sulla condizione di stagisti e tirocinanti nell'Unione Europea. Un atto più che necessario, in un contesto in cui, per centinaia di migliaia di giovani europei, gli stage, invece di essere un'opportunità di apprendimento e crescita, sono una forma di lavoro precario e di sfruttamento: secondo infatti una recente inchiesta di Eurobarometro, circa la metà dei giovani europei ha effettuato uno stage; di questi solo il 44% ha dichiarato di aver ricevuto una qualche forma di salario o compensazione.

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