Il Consiglio Ue sugli stage, ma "dimentica" retribuzione e contributi

Il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato lo scorso 10 marzo il nuovo “quadro di qualità” sulla condizione di stagisti e tirocinanti nell'Unione Europea. Un atto più che necessario, in un contesto in cui, per centinaia di migliaia di giovani europei, gli stage, invece di essere un'opportunità di apprendimento e crescita, sono una forma di lavoro precario e di sfruttamento: secondo infatti una recente inchiesta di Eurobarometro, circa la metà dei giovani europei ha effettuato uno stage; di questi solo il 44% ha dichiarato di aver ricevuto una qualche forma di salario o compensazione.

"Vista questa situazione, la raccomandazione del Consiglio è assolutamente insufficiente" - dichiara Claudio Riccio -ventinovenne freelance candidato alle elezioni europee con la lista “L'Altra Europa con Tsipras".

"Nel testo del Consiglio, infatti, manca qualsiasi riferimento alla retribuzione degli stage o almeno ai rimborsi, per non parlare dell'assenza di qualsivoglia forma di contributi pensionistici - prosegue Riccio - In questo modo si perpetuano discriminazioni sociali inaccessibili, facendo degli stage, nel migliore dei casi, un'opportunità riservata a chi può permettersi di farsi mantenere dalla famiglia, e, nel peggiore, l'ennesima forma di precarietà e sfruttamento e una forma di sotto-mercato del lavoro. La nostra generazione è la più formata e al tempo stesso la più precaria di sempre. Le istituzioni europee non possono continuare a ignorare le proposte che vengono dal mondo giovanile e dalla società civile. Al primo posto del nostro impegno in Europa ci dovrà essere la battaglia contro la precarietà, che passa anche dalla regolamentazione degli stage e dei tirocini.”