Chi è Claudio Riccio? Da dove viene? Chi lo sostiene? Dove vuole andare?

Chi è?

Claudio Riccio ha 29 anni ed è di Bari. Nella vita si occupa di grafica e comunicazione web come free lance. È tra quelli che hanno messo in piedi la campagna Voglio Restare e il sito d'informazione indipendente Il Corsaro, dove potete leggere i suoi articoli. È meridionale, interista e di sinistra.

Da dove viene?

La sua storia è quella del movimento studentesco degli ultimi anni, dalle piazze contro la Moratti e quelle contro la Gelmini. È stato per anni un attivista dei movimenti studenteschi sia nella sua città, dove è stato eletto in senato accademico, sia a livello nazionale, diventando portavoce nazionale di Link-Coordinamento Universitario e della Rete della Conoscenza.

Quella di Claudio è una storia collettiva: ha passato questi anni insieme a tanti altri ragazzi e ragazze, nelle piazze e nelle assemblee, da semplice militante o con incarichi di rappresentanza importanti, cercando sempre di mettere le sue idee e le sue energie a servizio del cambiamento, senza risparmiarsi. È una storia di libertà, di indipendenza e di voglia di guardare al futuro.

Questa è la foto di quella che volta, che, a 18 anni, si trovò a fronteggiare la Moratti a Porta a Porta.

Questa, invece, è del dicembre 2010, quando fu nella delegazione del movimento studentesco che andò a incontrare Napolitano per chiedergli di non firmare la legge Gelmini. 

Questo è l'intervento nel comizio di Bari per l'Altra Europa

Questo è il suo intervento ad Anno Zero nel gennaio del 2011

Questo invece è il suo intervento a Tutti in piedi, l'evento organizzato dalla Fiom a Bologna nel giugno del 2011: 

Chi lo sostiene?

Claudio non ha mai avuto tessere, la sua è una storia di movimento, ora a disposizione di un progetto politico. La sua è una candidatura indipendente, senza strutture di partito o altro alle spalle, un'avventura imprudente, forse un po' scapestrata, ma non per questo individuale o meno politica di altre. Anzi, il suo è un progetto, da indipendente, tutto politico e tutto collettivo. La candidatura di Claudio, come quella di Alessandra Quarta nel collegio nord-ovest, è stata pensata all'interno del percorso di ACT – agire, costruire, trasformare, lanciato in un'assemblea pubblica il 2 marzo scorso a Roma. Si tratta di centinaia di giovani uomini e donne di tutta Italia, provenienti dai movimenti, dall'associazionismo, dai partiti, dalla cittadinanza attiva, che hanno deciso di metterci la faccia e costruire un progetto unitario, generazionale e a sinistra, trasversale a tante esperienze differenti, per costruire una sinistra nuova, non minoritaria, radicalmente alternativa, radicata sui territori, in grado di cambiare davvero le nostre vite.

Non è semplice fare una campagna elettorale, in un collegio grande come il sud, senza un partito o una grande organizzazione alle spalle, senza relazioni di potere stabilite nei decenni, senza la notorietà di politici o uomini di spettacolo. Vuol dire frugarsi in tasca e chiedere ai propri amici di farlo, vuol dire muoversi con mezzi di fortuna, vuol dire organizzare feste e iniziative per coprire le spese, vuol dire mettere in conto di non lavorare (e perciò non guadagnare, da partita Iva) per 2 mesi. Ma ne vale la pena: vedere comitati territoriali, singoli compagni e compagne incrociati nei movimenti, circoli di partito, associazioni, che ti chiedono di venire a parlare, ascoltare e confrontarsi è un privilegio, un'esperienza irripetibile.

Dove vuole andare?


Claudio vuole andare in Europa per cambiare le regole che bloccano l'Unione Europea, passaggio necessario a cambiare la nostra vita. Vuole andare in Europa a portare il punto di vista di studenti, precari, free lance, di una generazione che è stata sacrificata sull’altare dell’austerità e che ora vuole riprendersi il proprio futuro. Vuole andare in Europa a conquistare un piano europeo per il futuro, finanziato attraverso la tassazione delle rendite finanziarie, che preveda la creazione di posti di lavoro attraverso l’investimento in innovazione e conversione ecologica e l’istitutuzione di un reddito minimo per resistere al ricatto della precarietà.
Ma una candidatura non si risolve nella ricerca di un seggio. Quella di Claudio è una candidatura a progetto, non solo perché è precaria come tutto ciò che la nostra generazione vive, ma perché è strumentale a un obiettivo: costruire una sinistra che guardi al futuro e che possa essere protagonista dal cambiamento, con il contributo attivo di tanti giovani uomini e donne.

Nel Parlamento europeo, Claudio starebbe saldamente a sinistra, in alternativa alla grande coalizione PSE-PPE che governa l'Europa. In una sinistra nuova e ampia, che non rinneghi la sua radicalità ma che non si lasci mai rinchiudere nel ghetto della marginalità ininfluente. In una sinistra che faccia del rapporto con i movimenti la cifra del suo essere radicale (“perché la realtà è radicale”, come dice Alexis Tsipras) e che si faccia carico del compito di costruire l'alternativa, nella società prima ancora che nelle istituzioni. In una sinistra che è tutta da costruire, anche in Italia, e che per questo ha bisogno di persone come Claudio, che facciano da apripista per percorsi collettivi che rimescolino le appartenenze e rinnovino radicalmente le pratiche della politica.

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