Spending review e università gratuita: Riccio a l'Aria che tira

Il governo Renzi prima e Gentiloni poi hanno incaricato Gutgeld di lavorare alla fantomatica spending review. Nei giorni passati sui giornali si annunciava un clamoroso risparmio di 30 miliardi di €, ma si tratta del solito gioco delle tre carte tipicamente renziano: da un lato si taglia la spesa dall'altro lato su usano gli stessi miliardi tagliati per sostenere le spese derivanti dagli 80 €, dai bonus e dagli sgravi fiscali del governo. Di fatto si alimenta spesa pubblica inefficace che non riduce le diseguaglianze, non rilancia i consumi, non interviene strutturalmente sull'occupazione.

Il punto è che esistono molte tipologie di spesa pubblica: esistono gli sprechi, spesso causati da corruzione e clientele, esistono i privilegi ed infine esiste la spesa sociale, per i più deboli. In questi anni si è tagliata solo quella.

Eppure si potrebbero mettere in campo soluzioni concrete per redistribuire la ricchezza, dalle tasse universitarie al welfare.

In coda alla trasmissione si è parlato anche della cementificazione della Sardegna e del nostro territorio.

Ovviamente il tempo non basta mai per approfondire e spiegare le proposte che avanziamo ed elaboriamo collettivamente, ma ogni occasione è utile per dare voce alle nostre battaglie.

Qui una versione più lunga ma non integrale. 

P.S. la copertura della proposta sulle tasse universitarie e di gratuità dell'istruzione deriverebbe dall'introduzione di una tassa sulle grandi ricchezze finanziarie: un’aliquota progressiva tra lo 0,5 e l'1,8% per la parte di ricchezza finanziaria eccedente i 350.000 euro con un gettito potenziale annuo di 7 miliardi che riguarderebbe solo il 5% delle famiglie finanziariamente più ricche. Di fatto pochi pagherebbero l'istruzione di tutti. Discutiamone.