Video tutorial: l'alternativa

Questo è un documento politico.

Se preferite i documenti classici, che parlano sempre agli stessi, magari un poco polverosi li sappiamo scrivere. Ne trovate uno qui sotto. 
Però, dato che c’è chi ignora o finge di ignorare quel che in tanti scrivono e dicono ci proviamo con un video. 

Ci proviamo perché davanti alla crisi economica e ai suoi effetti sulle nostre vite sentiamo il bisogno di una politica nuova, di una forza politica che in Italia e in Europa sia in grado di cambiare un continente in macerie e le nostre vite precarie.

Così com’è la politica non ci serve a nulla. È la solita politica che a sinistra ormai parla solo a se stessa incurante del fatto che nessuno la ascolti: festeggia le vittorie in Grecia e in Spagna ma non si sogna nemmeno di provare a vincere in Italia. Cambia simboli, alleanze, purtroppo anche idee, e non cambia mai le facce di chi le propone.

Non vogliamo scegliere tra una sinistra che per vincere diventa destra e una sinistra che per non diventare di destra sceglie di non vincere. Vogliamo un nuovo movimento radicalmente diverso da quelli esistenti, una grande forza di cambiamento. Vogliamo riconquistare la politica e la democrazia, vogliamo poter scegliere sulle nostre vite e cambiare quelle di tutti.

Allora, per una volta, evitiamoci l’ennesima assemblea sull’unità della sinistra. Non ci importa di unire ciò che è già organizzato. Proviamo, stavolta, a organizzare ciò che può essere unito, chi ha smesso di impegnarsi ma sente ancora il bisogno di lottare. Facciamo nascere un soggetto popolare, di massa, democratico, maggioritario e radicalmente alternativo al neoliberismo.

Allora, facciamo che stavolta non perdiamo mesi a raccontarci cose che abbiamo già sentito in assemblee che abbiamo già visto. Facciamo che stavolta facciamo sul serio.

Facciamo che:

  • Facciamo che invece di fare la gara a chi lancia il percorso più bello, più figo, più unitario, apriamo uno spazio di discussione che non sia “proprietà” di nessuno, in cui non ci siano ospiti e tutti si possano sentire a casa.

  • Facciamo che  invece di fare le solite maxi assemblee, eventi in cui 30 persone parlano e 1000 battono le mani, capovolgiamo tutto, rovesciamo la piramide. Facciamo una campagna di ascolto in cui molte persone girano l’Italia e organizzano incontri  e assemblee popolari in ogni città per ascoltare e connettere percorsi, per discutere di temi concreti, scrivendo collettivamente il nostro programma.

  • Facciamo che  invece di cambiare simbolo e nome senza cambiare candidati, decidiamo insieme, in una grande consultazione popolare, un nome e un simbolo che rendano riconoscibile il nostro impegno da nord a sud.

  • Facciamo che smettiamo di discutere dei leader. È evidente che un leader non c’è, invece di perdere tempo a discuterne costruiamo il resto, anche perché i progetti che si fondano su un leader non hanno mai funzionato.

  • Facciamo che, invece di fare la gara con le tessere, costruiamo una piattaforma digitale cui possano iscriversi liberamente tutti coloro che intendono partecipare, pubblicando contributi, aprendo discussioni, partecipando a consultazioni, mediante meccanismi certificati.

  • Facciamo che chi aderisce trasforma le proprie sedi in spazi aperti a tutti coloro che intendono partecipare, con servizi di mutualismo, sportelli precari, gruppi di acquisto.

  • Facciamo che organizziamo da subito poche campagne chiare e concrete su cui diamo battaglia incalzando il governo con mobilitazioni e proposte di legge.

  • Facciamo che raccogliamo tutte le risorse possibili da indennità e stipendi dei rappresentanti istituzionali che su tutti i livelli aderiscono al nuovo percorso politico e li mettiamo in un fondo con cui realizzare iniziative sociali, culturali e politiche mediante un bando aperto a tutti, con l’obiettivo di predicare meno e praticare di più.

  • Facciamo che i rappresentanti istituzionali su tutti i livelli dimostrano come si fa la differenza iniziando a decidere la posizione da tenere insieme agli elettori, quelli di ieri e quelli di domani, perché la democrazia bisogna praticarla davvero.

Questi piccoli suggerimenti si possono moltiplicare in una miriade di buone pratiche, idee e proposte, per innescare un vero processo popolare di partecipazione. Impegniamoci davvero tutti: le circostanze non sono favorevoli, ma la riuscita di questa sfida dipende da noi. Mettiamo insieme i nostri ritagli di tempo, le nostre idee, le nostre competenze e la nostra determinazione.

 

Facciamo che cambiamo davvero tutto?